Cenni Storici

Cenni Storici

Il Comune è costituito da due centri, Lavena e Ponte Tresa. 

Anticamente esisteva solo Lavena e solo nel XVI secolo subentrò il centro abitato di Ponte Tresa.

Lavena è l'origine antica del Comune.

Il nome è certamente di origine preceltina e dunque anteriore al X secolo a. C.. Esso viene documentato per la prima volta nel 712 in un documento di re Liutprando.

"Ven" preceduto da articoli tardo latini significa "canale d'acqua". Qui sorse infatti il primo villaggio su terrazzati ed alte palafitte lungo tutto il canale (oggi, lo Stretto) e fu abitato da popolazioni ibero-liguri e celtiche.

Le battaglia militari e religiosi nella valle del Tresa favorirono la costruzione di una roccaforte, che diventerà poi un vero e proprio castello fortificato. 

Durante la guerra tra Como e Milano (1118 - 1127), Lavena viene incendiata dai comaschi con successivo assalto del castello (1122). Si salva solo la Chiesa, gestita dai Canonici Lateranensi di Pavia.

Con la pace tra le due città Lavena rimane ecclesiasticamente dipendente dalla Diocesi di Como; da quest’ultima si staccherà nel 1633. 

Il centro storico è composto da due nuclei abitativi: il più antico, località Castello (risalente al XII secolo) e il più recente è quello della località Villa (prima metà del ‘700)

La zona più interessante e arcaica è “Castello” che si presenta con un portale d’ingresso a corte in parte rifatto.

La vecchia chiesa abbattuta dedicata ai SS. Pietro e Paolo, subì vari rifacimenti. La costruzione del nuovo campanile tardo rinascimentale verrà restaurato nel 1949. 

La chiesa sussidiaria, detta di S. Maria della Porta venne realizzata negli anni 1660-1670. 

Ponte Tresa ha una storia abbastanza recente. Infatti Ponte Tresa può considerarsi  comunità attiva solo dopo la costruzione del ponte del 1846. 

La prima testimonianza certa concernente il guado del Tresa si trova in un passo famoso della “Historia Francorum” di Gregorio di Tours (544-596), dove i Franchi cercarono di raggiungere i Longobardi, stanziati sulle sponde del Tresa avvenuto nel 590 (M. Frecchiami – C. Brasca, “Valganna e Valmarchirolo”, a cura della Comunità Montana, 1982). 

Inoltre, il ponte ha sempre avuto un forte simbolismo permettendo a Ponte Tresa di diventare ciò che è oggi.

Le prime costruzioni si hanno a partire dalla seconda metà del ‘500, sono stalle, rimesse utili ai mercanti longobardi che acquistano il loro bestiame alla grossa fiera di Lugano e devono transitare al di qua del ponte. 

Si forma dunque un primo tessuto abitativo vicino al fiume, riconoscibile come l’attuale “centro storico". 

Anche la chiesa parrocchiale è moderna: intitolata al SS. Crocifisso, è stata costruita nel 1960.

Dagli anni ’50 in poi Lavena-Ponte Tresa ha conosciuto un notevole sviluppo grazie al frontalierato con la Svizzera; considerevole è il movimento turistico di passaggio.

L’incremento demografico dei due centri è stato rilevante passando dai 1300 abitanti registrati nel 1950 ai 5038 censiti nel 1981. 

Il frontalierato con la Svizzera ha portato anche al contrabbando, i cui episodi sono raccontati egregiamente da Sergio Scipioni, scrittore di storie locali. Se siete interessati a saperne di più, qui troverete un'intervista inerente a questi fatti.